Penombra di luglio 2014

Penombra di luglio 2014

Simon Mago

Avevo incontrato Cesare Bartolini in qualcuno dei nostri abituali convegni, ma una vera amicizia tra noi ebbe inizio quando, in occasione di uno dei miei giri di lavoro per la penisola, andai a trovarlo nel suo studio di notaio, il più importante di Piombino. Parlammo naturalmente del nostro comune passatempo, mi fece conoscere sua moglie, Tullia, una donna di straordinaria bellezza e di piacevolissima conversazione,
mi illustrò la sua biblioteca di testi enigmistici e poi finimmo in una vicina trattoria, dove mi fece gustare (a me, tendenzialmente astemio) un bicchiere di squisito Brunello.

Sua guida all’enigmistica era stato Marin Faliero e, di conseguenza, tutti i suoi primi giochi erano indovinelli. Il successo nei poetici arrivò con la vittoria nel Premio Levanto del 1956, con un enigma su un soggetto originalissimo: il “Cane a sei zampe” della pubblicità Agip. Successo un po’ contrastato da parte dei tradizionalisti, sconcertati dalla scelta del tema. Ne nacquero discussioni, che, secondo me, non
hanno ragione d’essere, in quanto un gioco non ha valore per ciò che tratta, ma per come viene enigmisticamente elaborato. La scelta di un soggetto nuovo, inedito, può anzi essere considerato un merito (a condizione, naturalmente, che l’autore abbia saputo sfruttarlo con abilità).

Questo è l’inizio dell’immancabile editoriale di Zoroastro e anche questo mese i lettori del Canto possono giocare con Penombra di quattro anni fa, scaricandola dal sito senza sborsare nulla. Come sempre, grazie Cesare!

Penombra luglio 2014
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