AMBRA–JOVINELLI,
IL COLORE DI UN’EPOCA
Ricordo nostalgico dell’avanspettacolo e di Petrolini (di malia)
In sintonia coi tempi, varietà
nei fumidi locali trasformisti,
un buttafuori ed aspiranti attori.
Di esso un vecchio disco che fa attrito,
la custodia di latta e una bobina
con le riprese d’un ridotto a otto...
… e torna nella camera via via
brillio di lumi, sul mix esplosivo
di humour grasso e d’aria scintillante
che ricreava, riscaldando il cuore.
Ballerine di fila sgambettanti
soubrettine in tournée, un po’ sfasate
le prese in giro dell’alternativo
le battute di strada a rotazione.
Atmosfera ruggente e pur sboccata
in un tempo rétro, che vuol fugare
della conflagrazione i resti infetti.
In quel contenitore Petrolini.
Per la generazione successiva
certo un creatore, accanto ai futuristi:
fluido magnetico, lampi geniali
le raffinate macchiette, la vena
caustica verso i dotti schizzinosi
e la forza con cui s’inalberava.
C’era il regime, il livido apparato
camicia nera e balilla marcianti,
quanto lontani dalle sue freddure
il boom ed il consumismo a venire!
L’ultimo viaggio, e perfino in extremis
allor che giunse l’olio benedetto
in un fiat l’interrotto suo singulto:
“ Adesso sì, che sono proprio fritto!”.
Si chiuse un ciclo, quando lui si spense.
Ma c’è ancora la magica bobina:
se gira, è lui potente sulla scena
con il cilindro in testa e la farfalla
piroettando l’eccentrico bastone.
E gracchiante l’avvio, ancora canta:
“ Il cuor accende ed arde…a profusione
solo Gas-tone, Gas-tone, Gas-tone… |