Prima, molto prima, una
giuria nascosta, senza che loro lo sapessero aveva già letto
i giochi e ne aveva scelti cinque: erano i migliori. Loro,
gli Autori, in quella occasione non avevano tremato nemmeno un po'.
Il tribunale era segreto, nascosto, senza annuncio. Nessuno ne sapeva
niente... Ma oggi!
 |
Bardo, come un novello Salomone cammina davanti a
ognuno di loro ... |
Gli Autori, prima sicuri di sé, improvvisamente sentono
addosso il peso del giudizio. Bardo, come un novello Salomone cammina
davanti a ognuno di loro. In disparte, facce di marmo, i cinque giusti
della speciale giuria: Magopide, Ser Viligemo e Malia da una parte;
Pratolina e Zanzara dall'altra. Una voce legge i
lavori in concorso. Non vola una mosca: è l'ora della decisione. Grande commozione.
Ele, molto imbarazzato, è il primo a dover
spiegare perché il suo lavoro meriterebbe di essere premiato
e lo fa con sontuose argomentazione. Ma Ilion, secondo a rispondere,
percepita la dotta analisi, se la cava con una battuta: "Perché il
mio gioco è più bello di quello di Ele"
È il
turno di Cleos, il quale respinge ogni attacco proveniente dalla
giuria e dal pubblico con invidiabile loquela, cosa che non
manca nemmeno
all'agguerritissima Maybee che, a sua volta, replica colpo su colpo.
Chiude l'Assise il 'processo' a Idadora,
messa un po' alle strette dall'incalzante requisitoria dell'accusa,
ma anch'ella pronta alla ribattuta su ogni punto.
Poi è il giudizio:
Concorso "Tristano"
1. Cleos
2. Ele - Ilion (ex aequo)
3. Maybee
4. Idadora |